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Bramezza

Affascinante villaggio alla destra orografica del torrente Cordevole, alle pendici del Sasso Bianco ed affacciato sul lago di Alleghe e sulla maestosa parete del Monte Civetta, Bramezza stupisce il visitatore con il suo fascino d'altri tempi.

Bramezza

La frazione è raggiungibile a piedi in circa un'ora e mezza con partenza a monte dell'abitato di Santa Maria delle Grazie in direzione Caracoi, percorrendo la comoda strada forestale. 

Passeggiando per l'antico villaggio a quota 1450 metri non si può non notare la caratteristica architettura delle abitazioni ed in particolare dei camini storici degli edifici.

Vi sono varie versioni sull'origine di questi originali elementi architettonici, una delle quali è legata alla presenza dei prigionieri turchi della Serenissima Repubblica di Venezia. Dopo la battaglia di Lepanto del 1571 tra la Serenissima e l'Impero Ottomano,  molti dei priginieri turchi della Serenissima vennero confinati in questa zona delle Dolomiti come schiavi da impiegare nella produzione di carbone. In quest periodo, infatti, il territorio agordino era ricco di forni fusori (es. Forno di Caprile) volti alla lavorazione di utensili ed armi in ferro per essere impiegati a Venezia. Un atro impiego di questi schiavi turchi era quello dell'approvigionamento di legname, così ampiamente disponibile in queste vallate. 

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